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Parole e immagini di una Festa - 23 Settembre 2007
I servizi fotografici sono di:     Enrico Ferreni, Sergio Liverani e Fulco Pignatti

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FESTA DEL QUARANTENNALE
DEL RITORNO AL SIGNORE DI PADRE BE’

Parco di Bellosguardo – Domenica 23 Settembre 2007

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PREMESSA

A quaranta anni dal Suo ritorno alla Casa del padre, ci siamo ritrovati ancora una volta, la ventesima, per ricordarlo con grande affetto. Sono trascorsi, infatti, 20 anni dal primo incontro a San Roberto Bellarmino, quando la chiesa straripava di suoi ex-ragazzi dai cui occhi traspariva ad un tempo commozione e gioia: commozione perché potevamo ricordare insieme a tanti amici gli anni che, grazie a Lui, sono stati forse i più belli della giovinezza di ciascuno; gioia per il piacere di ritrovarsi, dopo tanto tempo, nel Suo nome.

Per chi si collegasse per la prima volta a questo sito, può valere la pena di illustrare brevissimamente la nostra storia. L’idea di rincontrarsi fu di Pierluigi Natalia che, insieme a Paolo Cespa e Sergio Massidda, riuscì a trovare nomi e indirizzi e a generare il “miracolo” che ci portò, in oltre trecento, a commemorare il “nostro” Padre Be’.

In quella occasione, come è noto, decidemmo di costituire una Associazione per perpetuarne la memoria: l’ Associazione Amici di Padre Be’ (nata poi ufficialmente nel 1988) che in questi quasi venti anni ha sviluppato tutta una serie di attività a favore dei giovani (fra le tante, piace ricordare l’ospitalità – per qualche giorno di vacanza serena – offerta più volte alle scolaresche di luoghi colpiti dalla tragedia : Sellano e San Giuliano di Puglia a seguito dei terremoti in Umbria e nel Molise e Sarno a seguito della inondazione del fiume omonimo).

Nel 2001, poi – grazie anche ad un lascito della signora Maria Pia Re Bellincampi – decidemmo di fare qualcosa di più ed ecco che istituimmo la Fondazione Padre Bellincampi Onlus con l’obiettivo – fra gli altri – di realizzare un qualcosa di durevole a Suo ricordo.

Gli altri due obiettivi sono:
- sostenere l’attività missionaria di Padre Nicola Masi, un saveriano che, negli anni ’50 è stato Assistente Ecclesiastico del Roma 28, da oltre trent’anni in Brasile, dove ha operato inizialmente nelle favele di Belem e oggi ad Abataetuba, in Amazzonia, dove ha realizzato numerosi centri di formazione e di avviamento al lavoro per migliaia di giovani; e
- supportare la realizzazione di un Campo Base per le attività all’aperto, formative, sociali e ludiche dei ragazzi del Gruppo Scout di Piedimonte Matese, in una zona con particolari problemi.

Ma riparliamo del primo obiettivo. Coloro che hanno partecipato alla Festa hanno potuto ammirare il frutto del nostro lavoro: il Centro Bellincampi - Casa di Kim, una bellissima costruzione (pare opera del famoso architetto Piacentini), immersa nel magnifico Parco di Bellosguardo, ora perfettamente ristrutturata. Già dall’Aprile 2006 ospita bambini malati che – assieme alle loro mamme – giungono a Roma da tutte le parti del mondo per farsi curare presso gli ospedali della Capitale.

L’obiettivo, dunque, è stato raggiunto, ma l’impresa non è stata per nulla facile e ci ha impegnato su tutti i fronti lungo un arco di circa quattro anni fino a quando, cioè, nel 2005, abbiamo ottenuto la fiducia del Comune di Roma, che, selezionando la Fondazione Padre Bellincampi Onlus tra numerosi aspiranti, le ha attribuito, in concessione a tempo indeterminato, gli edifici che oggi costituiscono il Centro Bellincampi – Casa di Kim.


A questo punto potremmo domandarci come mai, dopo quaranta anni, Padre Be’ ci conduce ancora per mano in tutte queste nostre iniziative e, per l’ennesima volta, ci fa ritrovare in tanti per la sua Festa. La risposta potrebbe essere perché Padre Be’ è stato per noi un padre, un punto di riferimento, una boa cui aggrapparsi nei momenti di difficoltà, un amico con il quale condividere gioie e tristezze, un faro che ci permetteva di ritrovare la strada smarrita, una persona che non ha mai rifiutato nessuno e che tutti accoglieva sempre col sorriso, comunicando ottimismo e fiducia nella Provvidenza. E ancora, attraverso il suo esempio, che ci fatto conoscere ed amare lo spirito di servizio a favore degli altri, dei più deboli, degli emarginati.

Ecco il senso che ne abbiamo ricavato: amore, responsabilità, servizio.

Noi, in tutta umiltà, con l’Associazione e con la Fondazione, abbiamo cercato e stiamo cercando di portare avanti e diffondere questi suoi insegnamenti.

Chi ha vissuto con noi la Festa (eravamo tanti, alcuni dicono quasi 250) ha potuto constatare che qualcosa in quella direzione è stato fatto. Non solo per la Casa in sé, ma soprattutto per la gioia di vedere bambini e ragazzi che, pur con i loro problemi, hanno potuto trascorrere una giornata in allegria, cantando con noi e giocando con i lupetti. Ma, soprattutto, sentendo un forte calore attorno a loro. E sono proprio questi i motivi che ci spingono ad andare avanti con sempre maggiore entusiasmo, magari cercando di realizzare una seconda Casa che consenta di accoglierli ancora più numerosi.

CRONACA DELLA GIORNATA

I primi ad arrivare, attorno alle 10,00, sono stati accolti da un affettuoso saluto e da una ….. tazzina di caffè fumante.

Alle 11,00, nella Parrocchia della Sacra Famiglia, la Santa Messa è stata celebrata da Padre Egidio Monzani in suffragio, oltre che di Padre Be’, anche dei numerosi amici che ci hanno lasciato nel corso degli anni. La ricorderemo anche per la splendida omelia che ci ha coinvolto tutti, responsabilizzandoci, e per il “Coro insieme per cantare” diretto dal Maestro Franco Potenza che, con una delle sue più riuscite performance, ha cantato i brani scritti dallo stesso Maestro. La S. Messa era parrocchiale: abbiamo potuto, così, far conoscere la realtà della Casa Kim anche a un ambiente più vasto del quale di per sé fa parte.

Erano presenti il Clan, il Riparto e il Branco del Roma 30 (già 39) ed i Capi del Gruppo Roma 28: in tutto una sessantina di giovani e giovanissimi. Il nostro desiderio è che, a seguito di questo incontro, si crei con loro una sinergia che, unendo forze più giovani e …. meno giovani, consenta di raggiungere nei rispettivi campi risultati sempre più efficaci e duraturi nel tempo.

Terminata la S. Messa, ci siamo recati al Parco Bellosguardo, dove – speaker Francesco Belloni – alcuni di noi hanno cercato di presentare – in modo particolare agli scouts più giovani – la figura di Padre Be’.

Gianni, ad esempio – dopo aver ripreso brevemente il suo speach pronunciato in occasione dell’inaugurazione – ha messo in evidenza le capacità organizzative di Padre Be’, quando, a guerra appena terminata, riusciva a portare per un mese decine di scouts sulle Dolomiti o in Val d’Aosta. Maurizio Lazzari ha, invece, posto l’accento sulla Sua qualità di formatore dei formatori. Sergio Massidda ha divertito nel raccontare i suoi incontro con Padre Be’ in sede, mettendo in evidenza come rappresentasse per tutti un vero punto di riferimento. Ferruccio Nattero era entrato nel 39 giovanissimo, poco prima che Padre Be’ ci lasciasse; ci ha così raccontato – attraverso le sue sensazioni - il “trauma” del passaggio alla nuova sede di Ponte Milvio. Paolo Cespa ha invece insistito sull’importanza che Padre Be’ dava ai valori più veri e sulla sua capacità di trasmetterli agli altri. Infine, Fulco Pignatti – in qualità di Presidente della Fondazione – ha presentato un tabellone illustrativo delle entrate e delle uscite della Fondazione stessa e poi ha spiegato che il prossimo obiettivo dovrà essere la ricerca di una nuova Casa per dare la possibilità ad un maggior numero di bambini di essere accolti.

Ma, intanto, s’era fatta l’una, e l’appetito si faceva sentire. Ma, prima di dirigersi agli stands delle specialità, c’è stato un festoso brindisi con favoloso prosecco. Gli stands (potete vederli nelle foto) erano cinque: quello degli aperitivi (schegge di parmigiano, olive, patatine, scamorze, quadratini di mortadella, fettine di salame, ecc.); quello delle bevande (vini rosso e bianco e bibite varie); quello dei primi: e qui c’era da sbizzarirsi; infatti molte amiche del Coro e dell’Associazione, dimostrandosi ottime cuoche, hanno offerto una grande varietà di pasta fredda ed insalate di riso; c’era poi quello della porchetta e dell’insalata che, come è facilmente intuibile, ha riscosso un enorme successo. Infine, quello dei dolci e della frutta, anche in questo caso molte amiche si sono dimostrate ottime pasticcere.

Se posso esprimere un parere, uno dei motivi principali del successo della Festa è scaturito proprio da questa simpatica, allegra e generosa compartecipazione. A tutte queste amiche va il nostro GRAZIE!

C’era, infine, lo stand della stampa con il libro di Pierluigi Natalia “Un angelo custode fra le tende”, il Libro di Pietro Rutelli: “I poteri dell’anima”, una gran quantità di copie dell’Osservatore Romano con un articolo – un’intera mezza pagina – scritto da Pieluigi su Padre Be’ e su quello che da lui è scaturito: Associazione e Fondazione. Infine, c’erano copie della Cambusa, il giornalino di campo scritto da Giancarlo Summonte.

Dopo una “siesta” durante la quale si è potuto conversare tranquillamente e amabilmente, Antonio Zaccari ci ha fatto disporre in semicerchio e esibire con alcune delle canzoni che – ragazzi – cantavamo attorno al fuoco. Assieme a noi hanno cantato anche tre di Casa Kim: Shaban, Arbnor e Miedra. E’ stato bello e posso dire che Antonio, come direttore, se l’è cavata molto bene! In chiusura abbiamo intonato “Insieme” , un canto degli scouts di oggi che si sono uniti a noi.

Ed a questo punto è arrivato il momento dei lupetti e dei bimbi della Kim: Sergio Massidda ha rivestito i panni di Akela e li ha fatti divertire cantando e giocando in cerchio alla vecchia, ma sempre nuova maniera.

“Signor fra le tende schierati” e il “canto dell’addio” hanno concluso l’intensa giornata. Ma, come dice quest’ultimo, non si è trattato di un addio, ma di un arrivederci per trascorrere nuovamente insieme ore così belle e piene di significato e, ancor meglio, per impegnare sempre più ciascuno di noi lungo la linea indicataci da Padre Be’ che possiamo sintetizzare in: amore, responsabilità, servizio. Aiutandoci l’un l’altro – con l’aiuto della Provvidenza – raggiungeremo più facilmente i nostri tre obiettivi: la nuova Casa di Kim, il supporto alla Missione di Padre Masi, il completamento del campo base di Piedimonte.

Arrivederci, dunque!

G.V.M.

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