Firenze 2

“Quest’estate, noi RS del Clan “Vagamondo” del Gruppo AGESCI Firenze 2, sostenuti economicamente dagli autofinanziamenti svolti e dal concreto aiuto della Fondazione “Bellincampi”, abbiamo vissuto un’esperienza intensa e significativa di Servizio in Albania, nelle zone di Scutari e Barballush. 

A Scutari abbiamo conosciuto Fabrizio e Diana, rappresentanti dell’Opera Madonnina del Grappa, i quali si occupano dell’assistenza di persone con disabilità gravi e dell’aiuto dei più fragili, famiglie o singoli che siano, attraverso un centro diurno, un ambulatorio di cardiologia pediatrica e una palestra per la fisioterapia. 

Lì abbiamo svolto Servizio, condividendo momenti semplici ma profondi con gli ospiti della casa famiglia, imparando a guardare la fragilità con occhi nuovi.

Diana ci ha insegnato a cucinare piatti tipici albanesi e, insieme a Fabrizio, ci ha raccontato la storia complessa dell’Albania, segnata da più dittature ed oppressioni. In particolare, ci ha colpito il racconto del regime comunista di Enver Hoxha, che è durato più di quarant’anni, dal 1944 al 1985, dopo la liberazione dai nazifascisti, durante il quale mancavano completamente la libertà di culto e di opinione. 

La religione era vietata – Hoxha si vantava che l’Albania fosse il primo Stato a definirsi ateo nella costituzione – e la cultura era rigidamente controllata. La popolazione era tenuta nell’ignoranza alimentata dalla sola propaganda. 

Inoltre abbiamo visitato le carceri di Scutari, accanto al convento delle Clarisse, suore di clausura che abbiamo incontrato e che ci hanno trasmesso tanta energia. 

Inoltre, la condizione femminile in Albania è stata, ed è ancora oggi, fortemente segnata da una cultura patriarcale. In alcune aree è ancora presente l’influenza della legge del Kanun, un antico codice di norme tradizionali risalente al Medioevo. Questo codice stabilva ruoli molto rigidi tra uomini e donne, escludendo queste ultime dalla vita pubblica e dal diritto alla proprietà, e regolava la società secondo principi di onore, vendetta e autorità maschile. Questo passato, fatto di isolamento, controllo e paura, ha lasciato segni profondi ancora visibili nella società albanese di oggi.

Un altro momento importante del nostro servizio è stato nella parrocchia di Don Marjan Gijnesha di Barballush, dove abbiamo animato le giornate di bambini e ragazzi del posto. Attraverso giochi, canti e attività educative, siamo riusciti a stringere legami di amicizia, anche senza condividere la stessa lingua.

Questa esperienza ci ha messi in contatto con una nuova cultura, diversa dalla nostra, che ci ha arricchiti profondamente. Confrontarci con abitudini, ritmi e storie differenti ci ha aiutato a riscoprire il valore del servizio.

Il nostro servizio in Albania ci ha permesso di vivere l’incontro con la disabilità, con i più piccoli e con una cultura profondamente diversa, arricchendoci di esperienze, volti e storie che porteremo con noi a lungo.”

Grazie ancora per aver sostenuto il nostro progetto.
Clan Vagamondo.